Il lato umano della finzione

Ho sempre pensato che il teatro mostra il lato umano della finzione, forse per questo l’ho sempre preferito al cinema, o forse perchè ancora ricordo la prima volta che entrai al Pirandello.

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Avevo più o meno 11 anni, mia madre mi porto a vedere “10 personaggi in cerca d’autore”, non capii bene il senso dell’opera e sinceramente nemmeno mi interessò più di tanto. Varcare la porta di un luogo per grandi mi fece sentir parte di qualcosa che non era mio. Entrati dentro il teatro ci dirigemmo presso i palchetti laterali, pochi minuti e si spensero le luci.

 

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Nell’ultimo anno ci sono tornato per la realizzazione di un video.  Al teatro si accede attraverso l’atrio di Palazzo dei Giganti, sede del Comune di Agrigento. Nell’atrio è possibile notare due lapidi marmoree dedicate rispettivamente al cinquantenario della morte del drammaturgo agrigentino Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura, ed alla intitolazione del teatro proprio al celebre autore noto in tutto il mondo. Il poter camminare sul palco mi ha dato un emozione unica, la sua forma ed i colori delle luci ne fanno uno spettacolo visivo che mira all’attenzione dei particolari.

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Uno spettacolo dunque che non si ferma al solo atto scenico, ma che punta a far immergere lo spettatore dentro un’altra dimensione dove la realtà e la finzione si uniscono e che per tutta la durata dello spettacolo difficilmente si separano, a meno che non si tengano i cellulari accesi.

Foto di Francesco Novara, Marco Savatteri

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