Porto Empedocle, dalla Torre Carlo V, alle strade di Montalbano.

Porto Empedocle, un luogo pieno di storia, una storia epica, fatta da battaglie di classi sociali e piratesche.

Sembrerebbe un po’ strano, ma è così. Spesso non ci accorgiamo della storia della nostra terra, o almeno così è stato per me fino a poco tempo fa, prima di iniziare a raccontare il distretto, scoprendo che il territorio ne ha cose da dire eccome.

Qualche giorno fa, in vista dell’evento La strada degli Scrittori, mi sono recato a Porto Empedocle er incontrare Danilo Verruso, un esperto della storia del paese, che mi ha accompagnato attraverso i vicoli di vitata di Montalbano, fino al porto e alla sua torre piena di storia.

Marina di Girgenti, si chiamerà così fino al 1863, fù un importante punto strategico della costa sud siciliana, parlando con Danilo, la prima domanda che mi viene in mente è perché il porto a Porto Empedocle e non ad Agrigento, beh la risposta risiede semplicemente in una situazione di conformazione del territorio, infatti la costa di Porto Empedocle risultava ai tempi avere una conformazione adatta per la costruzione del molo, anche grazie al fattore che riparava lo stesso dal vento di ponente. La vicina Scala dei Turchi invece serviva da riparo per i pirati, che aspettavano il ponente per ammainare le vele e raggiungere in poco tempo la comunità marinara per poterla saccheggiare. Il molo per l’epoca era abbastanza grande e riusciva a contenere molti velieri e caravelle, questo ne permise un espansione rapida che grazie al commercio fece diventare Marina di Girgenti un importante centro per il mediterraneo permettendo la nascita della nuova Borghesia.

La Torre Carlo V faceva parte del sistema di avviso delle Torri costiere della Sicilia. Lo scopo era difendere le attività commerciali dagli attacchi pirateschi e vista l’importanza fu sempre oggetto di restauri significativi, il più importante fu forse quello promosso dall’imperatore Carlo V vide arrivare persone da ogni dove, Malta, Olanda, Spagna, da qui la varietà dei cognomi Empedoclini come Hamel o Sinagra. Il sistema di avviso riusciva in meno di un ora attraverso l’accensione dei fuochi a raggiungere Palermo e richiedere il supporto. Ci sono tantissimi altri elementi legati a questo fantastico monumento, a cui dedicherò un articolo a se.

Sempre in compagnia di Danilo ci siamo diretti verso la parte più antica della città, le prime costruzioni. Una borgata che dipinge alla perfezione Vigata, la Porto Empedocle di Camilleri e del commissario più famoso di Italia.

Lo scrittore, mi racconta Danilo, era solito osservare gli abitanti di Porto Empedocle dal balcone di casa sua, ed osservando gli stessi sono nate le avventure di Montalbano, fra la Piazza di Vigata e Marinella. Basta pochissimo per inserirsi in un contesto letterario che prende forma nella immaginazione di chi lo ha creato come le stesse foto dimostrano.

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