La festa di San Martino, tra sfingi e vino novello

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In Sicilia dopo la festa dei morti, risulta ancora molto sentita, la festa del Vescovo di Tours, conosciuta meglio come la festa di San Martino.
La leggenda racconta che, nel rigido inverno del 335 Martino incontrò un mendicante seminudo e sofferente. Per alleviare i suoi malesseri, il soldato tagliò in due il suo mantello e lo condivise con il poverello. Il buon Dio vedendo quel gesto generoso, fece rischiarire il cielo e il calore del Sole si fece così intenso da assomigliare al tepore estivo. Per questo motivo, l’11 Novembre è conosciuto anche come l’estate di San Martino.

In passato, la festa di San Martino, era considerata dai siciliani una festa particolarmente importante perché coincideva con la conclusione dei vari raccolti, come quella dell’uva, dei pistacchi, delle olive, delle noci, etc etc. Inoltre, quel giorno, iniziavano tutte le attività pubbliche e private di maggiore importanza (tribunali e scuole).

Una occasione quindi perfetta per festeggiare quel Santo tanto clemente con l’assaggio del prodotto più tipico della stagione: il vino.

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“A san Martinu ogni mustu addiventa vinu”

E così, dopo aver sentito per diversi giorni il ribollir del mosto nelle botti, le famiglie contadine (e non solo), si riunivano a San Martino, con i propri cari, preparando dei piatti tipici della tradizione siciliana, da accompagnare al vino novello, dal sapore giovane e frizzante.
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Diverse le specialità presenti nell’Isola per tale occasione: dalla carne di maiale cotta la sugo ai biscotti di san Martino, ovvero dolcetti aromatizzati all’anice e cannella da inzuppare nel vino moscato, di Pantelleria. Da questa dolce accoppiata, nacque poi la famosa frase: ” Abbagnàtu nu muscàtu”.

Ad Agrigento invece, è d’abitudine preparare per San Martino, le sfingi. Si tratta di un dolce povero, molto morbido, a base di acqua, lievito e farina che una volta impastato e messo a lievitare per circa un’ora, si frigge in abbondante olio caldo. Una volta dorate, queste palline dalla forma imperfetta, si cospargono, ancora calde, di zucchero e cannella. Si possono mangiare anche farcite di cioccolato o ricotta.

Per concludere, in Sicilia, ogni occasione è buona per mangiare e stare in compagnia.

Cosa c’è di meglio infatti di un bel bicchiere di vino novello bevuto con la famiglia o con gli amici e accompagnato da sfingi e biscotti ?

Annalisa Pompeo
(www.go-sicily.it)

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