Beccafico per il venerdì santo

Venerdì Santo… Agrigento si risveglia avvolta in un silenzio carico di misticismo.
Spesso anche le condizioni meteorologiche hanno caratterizzato questa particolare giornata: tepore primaverile e cielo coperto.
 
Ho vissuto per quasi 15 anni in centro storico, abitavo a 2 passi dalla Cattedrale di San Gerlando, e, ricordo con la stessa suggestione di allora, che a metà mattinata tutte le vie e viuzze, arabe e chiaramontane, si riempivano di devoti in attesa della processione.

Coperti da un saio ed un copricapo neri, i “Madunnara” (gli adepti della Confraternita dell’Addolorata) ed i “Signurara” (votati alla Confraternita del Cristo), portavano a spalla i rispettivi simulacri, mentre le bande musicali eseguivano le struggenti note del “Ah si versate lacrime”.

La sera, i riti sacri continuavano, fino a notte tarda, tra ceri accesi ed un generale lutto religioso.

Oggi e domani, per devozione e per tradizione, non si mangia carne…

Il pesce è il protagonista dei piatti tipici girgentani (o giurgintani) che usualmente si preparano in questa particolare giornata: la pasta con le sarde ed il finocchietto, il polpo a “stricasali”, il pesce azzurro con la cipollata in agrodolce, le (mie) straordinarie sarde a beccafico.

(testi e foto di Sapori di Girgenti)

Per la ricetta:
 
https://www.saporidigirgenti.it/ricette/antipasti/sardi-a-beccaficu/

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