Il tagano e la vigilia di Pasqua

Il Sabato Santo la gente si sedeva ai tavolini dei bar apparecchiati lungo le strade e assaporava fresche granite di limone e dolcetti tipici a base di mandorla e di pistacchio, dialogando sottovoce, nel rispetto della luttuosa giornata.
A tarda sera, dopo la cena, di nuovo di pesce, le persone riempivano i banchi delle chiese e partecipavano alla veglia di preghiera, in attesa della mezzanotte… della Resurrezione.
 
Ad Aragona, un piccolo centro della provincia, il Sabato Santo si ripete un’antica tradizione culinaria.
Ancor oggi l’usanza vuole che le famiglie – adulti e bambini – si riuniscano per preparare “U Taganu”, un piatto davvero straordinario, cotto dentro il forno a legna e ricco di ingredienti composti in un contenitore di coccio, detto appunto “taganu”.


Per consumarlo, bisognerebbe aspettare lo “Schiticchio di Pasqualone”, la festosa scampagnata mangereccia del Lunedì di Pasqua.
Ma si riuscirà a resistere per così tanti giorni ? (meno di due)

(foto di copertina di Peppe Cumbo; testi di Sapori di Girgenti)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...